La consapevolezza degli effetti dell’inquinamento e dell’utilizzo di risorse naturali finite ha convinto diversi attori a preoccuparsi della tutela ambientale. In particolare, il mondo produttivo vive un conflitto di interessi tra il bisogno di generare il giusto profitto e quello di evitare di impattare sull’ambiente o comunque di farlo in modo sostenibile e resiliente. Il binomio Lean&Green si occupa di questo.

Già nel 1995, i lungimiranti Porter e Van der Linde scrivevano: “I manager devono iniziare a riconoscere che la protezione dell’ambiente è una possibile fonte di vantaggio competitivo, e non un costo crescente o una sfida inevitabile”.
Nel 2006 l’agenzia americana per la protezione dell’ambiente (EPA) ha individuato una coerenza di obiettivi tra i sistemi di produzione di tipo snello e una gestione ambientalmente sostenibile. Infatti, gli strumenti tipici del Lean Management sono facilmente adattabili all’analisi degli sprechi ambientali e vi sono reali e diretti benefici ambientali risultanti dalla semplice e diretta applicazione di questi strumenti. Ne consegue che applicare un modello Lean&Green è uno dei modi più innovativi per fare in modo che la competitività ed il rispetto per l’ambiente siano compatibili, anzi di mutuo rinforzo.

Snellire e semplificare il sistema di produzione attraverso tutto ciò che non genera valore per il cliente sono i capisaldi del Lean Thinking che si concretizzano con il ridurre ed eliminare il cosiddetto MUDA (termine giapponese che identifica attività inutili), ovvero lo spreco (scorte in eccesso, scarti, ecc.) tipico dei vecchi modi di produrre; l’Agenzia americana EPA ha dimostrato che la Manutenzione preventiva (TPM), l’ordine e la pulizia delle postazioni di lavoro (5S) , la Mappatura del Flusso di Valore (VSM) e il Miglioramento continuo favoriscono la tutela dell’ambiente e sono facilmente adattabili all’analisi degli sprechi ambientali.

Pensiamo, per esempio, al più tangibile tra i cosiddetti “Seven Deadly Wastes”, le sette attività che non creano valore, la Sovrapproduzione: si tratta evidentemente di uno spreco, poiché consiste nella produzione di beni che hanno utilizzato delle risorse ma per i quali non esiste una domanda; così come il consumo di energia necessario a lavorare i prodotti (ed eventualmente le loro componenti), l’utilizzo di solventi durante la lavorazione, , l’inquinamento legato all’eventuale trasporto delle componenti, fino al loro smaltimento: sono inutili sprechi ambientali oltre che economici.
Facile quindi ricavare che un’impresa che riesce a consegnare al cliente il prodotto desiderato, nella quantità giusta, ed al momento giusto – Just In Time – è un’impresa efficiente ed efficace sia dal punto di vista economico che ambientale.

EPA ha inoltre evidenziato che la pratica Lean è sicuramente valida ma deve essere accompagnata da una reale consulenza ambientale che permette di sfruttarne tutte le potenzialità nel campo della protezione dell’ambiente. Infatti molti manager e imprenditori si adagiano sull’idea di avere un’impresa sostenibile solo attraverso la promozione di una cultura basata sul miglioramento continuo e sull’eliminazione degli sprechi produttivi e non considerano, invece, la possibilità d’integrare nuove pratiche e strategie di tipo esclusivamente ambientale: una maggior sinergia tra soluzioni Lean e attenzioni Green (appunto, la Lean&Green) permetterebbe di migliorare ulteriormente la performance ambientale di queste imprese.
Il vero cambio di prospettiva richiesto è quindi quello di porre la protezione dell’ambiente come obiettivo integrato nell’implementazione degli strumenti Lean e non solo come effetto positivo collaterale.

Ecolution S.C. ha avviato una collaborazione con Gianesin, Canepari and Partners S.r.l., studio esperto nella riorganizzazione Lean, allo scopo di creare sinergia tra le nostre competenze tecniche in ambito rifiuti, energia ed emissioni in acqua e aria e la loro esperienza nella riorganizzazione aziendale per fornire un servizio all’altezza delle sfide che quotidianamente devono sostenere le nostre aziende nel mercato globale.